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È dal Tipo 2 in poi che la scala di Norwood inizia a diventare davvero utile, ma è anche lì che diventa davvero complicata. A differenza del Tipo 1, dove l’attaccatura dei capelli è praticamente intatta, il Tipo 2 comporta un cambiamento reale e visibile alle tempie. Il problema è che proprio questo cambiamento descrive anche l’evoluzione del più normale dei capelli verso la loro forma adulta. Distinguere le due cose è il vero punto cruciale in questa fase, ed è più importante di quanto la maggior parte delle persone creda, perché il passo successivo da compiere dipende interamente da quale dei due casi stai effettivamente osservando.
Cos’è la calvizie di tipo 2 secondo la classificazione di Norwood?

Il tipo 2 della scala di Norwood descrive un leggero diradamento, abbastanza simmetrico, su entrambe le tempie, che di solito forma una leggera M o una forma triangolare agli angoli anteriori dell’attaccatura dei capelli. Il centro dell’attaccatura in genere rimane al suo posto e la densità in tutte le altre zone del cuoio capelluto, compresa la corona, rimane folta. È un cambiamento sottile, spesso più facile da notare in una vecchia foto che allo specchio nella vita di tutti i giorni.
Ciò che distingue il Tipo 2 dal Tipo 1 non è necessariamente la malattia, ma l’ambiguità. Per molti uomini, si tratta semplicemente di un’attaccatura dei capelli tipica della maturità che si stabilizza tra la fine dell’adolescenza e i primi trent’anni, un cambiamento del tutto normale che si ferma da solo e non progredisce mai oltre. Per altri, invece, è il primo vero segno visibile dell’alopecia androgenetica. Entrambi i gruppi possono sembrare identici in una singola foto, ed è proprio per questo che il Tipo 2 crea più incertezza di qualsiasi altro stadio della scala.
Attaccatura dei capelli che cambia con l’età o alopecia androgenetica precoce? Come distinguerle

Il test più affidabile in assoluto è la stabilità nel tempo, non l’aspetto in un determinato momento. Un’attaccatura matura si sposta all’indietro una sola volta, di solito di circa un centimetro, assume una forma regolare e simmetrica, e poi semplicemente si ferma. Se confronti una foto di due o tre anni fa con una di oggi e l’attaccatura sembra la stessa, è un segnale chiaro che si tratta di maturazione piuttosto che di perdita.
La vera alopecia androgenetica precoce si manifesta in modo diverso. L’arretramento tende ad essere asimmetrico, con una tempia che spesso progredisce più rapidamente dell’altra, e continua ad avanzare invece di stabilizzarsi, quindi le foto scattate a distanza di sei mesi o un anno mostrano un vero e proprio avanzamento. I capelli proprio agli angoli spesso sembrano più sottili e fragili rispetto a quelli del resto del cuoio capelluto, un segno visibile della miniaturizzazione dei follicoli che caratterizza questa condizione. Inoltre, raramente si limita solo alle tempie; la vera alopecia androgenetica spesso porta con sé un diradamento precoce anche sulla corona, cosa che non succede mai con una semplice linea dell’attaccatura dei capelli matura.
Altre cause di recessione parotidea da escludere

Non tutti i cambiamenti dell’attaccatura dei capelli in questa fase sono dovuti all’alopecia androgenetica, e vale la pena sapere quali altre cause possono portare a un quadro simile. Le acconciature troppo strette e il continuo tirare l’attaccatura frontale possono causare l’alopecia da trazione, che ha un aspetto simile ma ha una causa meccanica piuttosto che ormonale ed è di solito reversibile se diagnosticata in tempo. Disturbi tiroidei, carenze nutrizionali e periodi di forte stress fisico o emotivo possono tutti causare un diradamento diffuso che si manifesta inizialmente alle tempie. Nessuna di queste condizioni risponde agli stessi trattamenti dell’alopecia androgenetica, ed è proprio per questo che una valutazione accurata è più importante di un’autodiagnosi basata solo sulla forma dell’attaccatura.
Alcune caratteristiche indicano che non si tratta della classica calvizie androgenetica, ma piuttosto di una di queste altre cause, oppure di una patologia del cuoio capelluto che richiede una diagnosi a sé stante: insorgenza improvvisa, perdita a chiazze anziché simmetrica, prurito, dolore, desquamazione o arrossamento. Qualsiasi di questi sintomi giustifica una visita medica, invece di dare per scontato che si tratti semplicemente di alopecia androgenetica di tipo 2.
Cosa fa progredire la calvizie di tipo 2 secondo la classificazione di Norwood?
Quando il Tipo 2 rappresenta una vera e propria alopecia androgenetica, il meccanismo è lo stesso che determina ogni stadio successivo della scala di Norwood. Il diidrotestosterone, o DHT, agisce sui follicoli geneticamente predisposti a livello delle tempie e ne accorcia gradualmente il ciclo di crescita, producendo capelli sempre più sottili e corti nei cicli successivi, fino a quando alcuni follicoli smettono del tutto di produrre un capello visibile. I geni ereditati da entrambi i rami della famiglia determinano quali follicoli sono sensibili a questo processo, mentre l’età e i livelli ormonali individuali influenzano la velocità con cui si sviluppa una volta iniziato. Si tratta di un processo lento, guidato dagli ormoni, piuttosto che di un evento improvviso, ed è in parte per questo che distinguerlo da un cambiamento di maturazione isolato richiede spesso mesi di osservazione anziché una singola valutazione.
Opzioni terapeutiche per il Norwood di tipo 2
Se l’attaccatura dei capelli è davvero stabile e l’immagine mostra un’attaccatura matura piuttosto che una perdita in corso, la risposta sincera è che non serve nessun trattamento. Basta scattare foto ogni sei mesi circa per individuare tempestivamente un’eventuale progressione, se mai dovesse iniziare.
Quando ci sono segni evidenti di alopecia androgenetica in fase iniziale, con progressione continua, asimmetria o coinvolgimento precoce della corona, la terapia farmacologica è il primo passo giusto, non la chirurgia. La finasteride per via orale e il minoxidil topico sono i due trattamenti con le prove scientifiche più solide a sostegno della loro efficacia nel rallentare la miniaturizzazione dei follicoli e, in un numero significativo di casi, nel favorire una certa ricrescita nelle zone in cui il diradamento è iniziato solo di recente. Entrambi funzionano meglio se iniziati presto e richiedono una consulenza adeguata piuttosto che l’autoprescrizione, dato che la finasteride comporta alcune considerazioni sull’uso a lungo termine che meritano un vero e proprio colloquio con un medico.
La chirurgia è raramente la prima mossa giusta nel caso della calvizie di tipo 2, e una clinica responsabile dovrebbe dirlo chiaramente invece di presentarla come l’opzione predefinita. In questa fase, la disponibilità di donatori è quasi sempre ottima e, per gli uomini che vogliono specificatamente rifinire le zone delle tempie invece di limitarsi a preservarle, una seduta conservativa con circa 1.000 innesti FUE o DHI può ottenere questo risultato con tempi di recupero minimi. Ma questa dovrebbe essere una scelta estetica ponderata, da fare insieme alla terapia medica, non un sostituto di essa, e l’età conta moltissimo in questa decisione. Per un ragazzo sui vent’anni, il cui andamento della calvizie non ha ancora mostrato dove si stabilizzerà, destinare i capelli donatori a un ritocco estetico ora è una scelta diversa rispetto a quella di una persona più anziana, la cui linea dell’attaccatura si è già dimostrata stabile da anni.
“La fase 2 è quella in cui passo più tempo semplicemente a parlare, prima ancora di arrivare a un piano di trattamento: metà degli uomini che vengono da me preoccupati per questo problema hanno semplicemente un’attaccatura dei capelli che ha finito di formarsi, e dirglielo onestamente è più utile che proporre loro un intervento di cui non hanno bisogno. Per l’altra metà, dove invece c’è un problema reale, iniziare presto la terapia farmacologica e rimandare l’intervento chirurgico finché il quadro non è più chiaro è quasi sempre la scelta migliore a lungo termine.”
Quando rivolgersi a uno specialista
Vale la pena prenotare una visita se l’attaccatura dei capelli è cambiata visibilmente nell’ultimo anno o due, se l’arretramento sembra asimmetrico o è accompagnato da un diradamento nella zona della corona, oppure se c’è una forte storia familiare e preferisci un parere professionale piuttosto che una semplice ipotesi. Vale anche la pena rivolgersi a un specialista il prima possibile se il cambiamento è accompagnato da uno dei segnali d’allarme menzionati sopra, come insorgenza improvvisa, perdita a chiazze, prurito o alterazioni del cuoio capelluto, poiché questi indicano una diagnosi completamente diversa. Una valutazione adeguata, che includa la tricoscopia per esaminare da vicino il fusto e il follicolo pilifero, è l’unico modo affidabile per distinguere un’attaccatura ormai stabilizzata da una vera alopecia androgenetica in fase iniziale. Se il quadro dovesse rivelarsi in progressione, capire a cosa portano gli stadi successivi della scala di Norwood aiuta a definire aspettative realistiche su ciò che ti aspetta.
Domande frequenti
Il tipo 2 di Norwood è la stessa cosa dell’attaccatura dei capelli che si sta ritirando?
A volte, ma non sempre. Il tipo 2 descrive il quadro clinico caratterizzato da un leggero arretramento simmetrico delle tempie, che può indicare sia un normale arretramento dell’attaccatura dei capelli dovuto all’età, sia una vera e propria alopecia androgenetica precoce. Le due condizioni possono sembrare identiche in una singola foto e di solito si distinguono solo osservando i cambiamenti nel tempo.
La classificazione di Norwood di tipo 2 peggiora sempre?
No. Molti uomini rimangono al Tipo 2 a tempo indeterminato se il cambiamento è stato semplicemente una maturazione dell’attaccatura dei capelli. Nei casi in cui si tratti invece di alopecia androgenetica precoce, la progressione varia molto da persona a persona e non è né automatica né prevedibile in termini di velocità.
Nel caso di alopecia di tipo 2, dovrei iniziare con la finasteride o con il minoxidil?
Solo se ci sono segni evidenti di perdita attiva, movimento in corso, asimmetria o coinvolgimento della corona. Se l’attaccatura dei capelli è rimasta stabile per un paio d’anni, la maggior parte degli specialisti consiglierebbe di tenere sotto controllo la situazione piuttosto che iniziare una terapia farmacologica di cui potresti non aver bisogno.
È consigliabile un trapianto di capelli nel caso del tipo 2 della scala di Norwood?
Non come primo passo. La terapia farmacologica è il punto di partenza giusto quando c’è una vera e propria perdita di capelli, mentre la chirurgia è di solito riservata al ritocco estetico nei pazienti che lo desiderano espressamente, oppure alle fasi più avanzate in cui i farmaci da soli non bastano.
Fonti
- Norwood OT. Calvizie maschile: classificazione e incidenza. Southern Medical Journal. 1975;68(11):1359-1365. PubMed
- Wirya CT, Wu W, Wu K. Classificazione dell’alopecia androgenetica. International Journal of Trichology. 2017;9(3):95-100. PMC5596658
Questa guida è stata redatta e revisionata dal dott. Gökay Bilgin, medico specialista in trapianti di capelli presso la Smile Hair Clinic di Istanbul.
